LA SCELTA AI SILANESI: Class Action ed azioni di difesa e tutela da Abbanoa

Lunedi 15 maggio u.s., L’Auditorium G. Fiori di Silanus più gremito che mai, ci ha dato la misura di quanto, col trascorrere del tempo, la vertenza dei Silanesi contro Abbanoa diventi sempre più sentita per tutti e, purtroppo e per alcuni in particolare, veramente assillante e drammatica.
A getto continuo, infatti, a partire dal mese di febbraio scorso, pervengono nell’ordine:
1) i solleciti di pagamento con preavviso di slaccio (e fin lì poco male, in quanto sappiamo che si tratta di comunicazioni cicliche a tempo atte ad interrompere i termini di prescrizione delle fatture);
2) gli avvisi di slaccio veri e propri (anche mediante pubblicazione mensile sul sito web www.abbanoa.it) che prevedono la effettuazione dello slaccio in qualsiasi momento senza ulteriori formalità;
3) le ingiunzioni di pagamento mediante la iscrizione a ruolo e conseguente “riscossione coatta” emesse a seguito del gentile omaggio datato 30 dicembre 2016 che il Governo centrale con la firma del Ministro Padoan, ha elargito ad Abbanoa SpA;
A fronte del sopra elencato stillicidio di azioni da parte di Abbanoa, la giornata del 15 Maggio era particolarmente attesa e dedicata a conoscere i risultati sin qui conseguiti dalla nostra Amministrazione Comunale nel corso dei 7 mesi (da Ottobre a tutto Aprile) nei quali ha costantemente interloquito con i massimi esponenti di Abbanoa SpA, per affrontare e tentare di risolvere – come da impegno pubblico assunto e più volte ribadito – la cosidetta “Vertenza Abbanoa”.
Per memoria, tale vertenza, era articolata, in ordine di importanza specifica sui seguenti punti:
a) restituzione o scorporo dalle fatture di tutte le utenze silanesi degli oneri di depurazione per il periodo 2006/2015;
b) storno dei crediti prescritti;
c) possibilità di predisporre dei piani di rientro per il pagamento dei crediti non contestati e/o non contestabili;
d) possibilità di istituire nel Municipio uno Sportello a tempo con un organismo di conciliazione ad hoc;

Pertanto, l'Assemblea si è aperta con un ampio e articolato resoconto con cui, il Sindaco Giampietro Arca ha informato i presenti circa le richieste avanzate ad Abbanoa e sulle relative risposte ottenute nel corso del lungo periodo di trattativa;
In sintesi, circa il punto a) che da sempre costituisce il principale elemento di contenzioso che riguarda tutti gli utenti Silanesi (a nostro avviso, quindi, anche il Comune per le utenze ad esso intestate), nonostante il Sindaco abbia perorato le ragioni dei cittadini e quindi le stesse del Comitato e dell’Adiconsum che al Comitato aderisce, Abbanoa si e' confermata irremovibile circa il suo presunto diritto ad aver riscosso ed a continuare ad esigere le somme fatturate a titolo di oneri di depurazione;
sempre in relazione alla voce “oneri di depurazione”, Abbanoa, avrebbe manifestato la disponibilità (per la verità poco chiara senza la esemplificazione pratica necessaria), a riconoscere la inesigibilità e/o la restituzione delle somme riferite alla depurazione per un periodo inferiore a 4 anni (si sarebbe parlato di 3 anni e 8 mesi), collocabili in via continuativa tra il 2006 e il 2009 + alcuni mesi nel corso del 2014/2015.
Ancora in riferimento agli oneri di depurazione, Abbanoa si sarebbe dichiarata disposta (sic!) ad adottare il regime di prescrizione di cui al punto b) storno dei crediti prescritti; è appena il caso di ricordare come tale facoltà sia esercitabile liberamente da qualsiasi consumatore e non è certamente una concessione di Abbanoa!
In ogni caso, Il Sindaco, concludendo il suddetto resoconto circa il contenzioso sugli oneri di depurazione, confermava alla Assemblea – in linea con le richieste dei cittadini e del Comitato – la sua totale convinzione circa la inesigibilità da parte di Abbanoa delle somme per la depurazione per tutto il periodo dal 2006 sino all’agosto 2015 (data di asserita riattivazione della funzionalità dell’impianto) e del conseguente obbligo di restituzione delle somme a tale titolo riscosse.
Tutto ciò premesso, ritenendo perciò esauriti i margini di trattativa e preso atto dell’irremovibilità della controparte Abbanoa, Il Sindaco comunicava di aver individuato quale ultimo tentativo per dirimere la questione fra il Comune ed Abbanoa, la richiesta di istituzione di un tavolo tecnico presso la Regione Sardegna, con l’obiettivo di sottoporre le parti ad un formale parere di indirizzo (circa la legittimità del pagamento oneri depurazione per il periodo relativo) da emettere da parte dell’Avvocatura dello Stato.
La intenzione di adire a tale ultima opportunità, il Sindaco l’aveva anticipata a fine Aprile in un incontro informativo ai rappresentanti dei gruppi consiliari ed alle forze politiche collegate, oltrechè al portavoce del Comitato Abbagiusta.
Nell’occasione , come Comitato, ritenendo di non aver titolo ad approvare o meno tale tentativo (che rientra esclusivamente nella sfera decisionale dell’Amministrazione), invitammo il Sindaco a procedere a sua discrezione; lo sollecitammo piuttosto a convocare invece prima possibile l’Assemblea di cui diamo resoconto.

Sui punti c) e d), considerati molto importanti a parere del Comitato, sempre richiesti (ed in larga parte promessi nel corso degli incontri pubblici ai quali sono intervenuti i dirigenti di Abbanoa), sarebbe emerso il rifiuto da parte di Abbanoa ad attivarsi secondo le due richieste;
Infatti, se non abbiamo capito male, Abbanoa si è resa disponibile (esclusivamente in collaborazione con la figura del Sindaco), al riesame delle sole pratiche relative ad utenti ai quali sarebbe stato notificato l’imminente slaccio o una ingiunzione di iscrizione a ruolo del credito e dell’avvio della riscossione coatta. In tal senso Abbanoa e l’Amministrazione avrebbero operato nell’ultimo periodo onde evitare provvedimenti (slacci e ingiunzioni) già divenuti esecutivi; interventi di emergenza, da “ultima spiaggia” che, ancorchè andati a buon fine (almeno per quanto riguarda il mancato slaccio), non riteniamo siano accettabili come soluzione equa e auspicabile; a fronte, infatti, dello slaccio imminente o del pignoramento/blocco di un bene personale o familiare, ciascun utente diventa molto più fragile, debole e ricattabile da parte di Abbanoa.
E’ chiaro pertanto che tale procedura nulla abbia a che vedere con le richieste dei punti c) e d) che offrivano invece lo strumento più adatto (e, per noi, anche più corretto, trasparente ed equo), per la immediata riduzione ed eliminazione entro un breve lasso di tempo di ogni contenzioso aperto a Silanus;

Infine, non si può non rimarcare che, essendo in corso per circa 8 mesi una interlocuzione al massimo livello fra l’Amministrazione Comunale che rappresenta tutti i Silanesi e il Gestore del Servizio Idrico Abbanoa (SpA a capitale interamente pubblico), ci pareva formalmente e sostanzialmente corretto che – almeno nelle more della trattativa in corso e per tutta la sua durata – si adottasse fra le parti un protocollo di conciliazione e di risoluzione delle vertenze e dei reclami definito appositamente.
Diversamente non si capisce, a nostro avviso, il valore e cosa rappresenti una “trattativa” o una “interlocuzione” fra soggetti e rappresentanze istituzionali o di natura pubblica quali un Comune e una Società di proprietà dei Comuni e della Regione Sardegna.

Conclusa l’esposizione da parte del Sindaco dei punti sopra riportati, sono iniziati gli interventi dei cittadini che ovviamente si sono focalizzati sui fatti contingenti ed ultimi; segnatamente l’arrivo della valanga di solleciti, notifiche, preavvisi di slaccio ed ingiunzioni di riscossione coatta;
Quasi tutti gli intervenuti, con diversi toni e sfumature ma con la stessa preoccupazione e richiesta di aiuto ed assistenza, hanno rimarcato come Abbanoa non abbia rispettato nessuno degli impegni pubblicamente presi circa i 4 punti di controversia sopra citati; è emersa anche da coloro che si sono pubblicamente espressi una generale sfiducia sulla credibilità e la attendibilità di Abbanoa e, quindi, sul reale ed effettivo esito finale dell’arbitrato al tavolo tecnico attivato su richiesta del Sindaco presso la Regione Sardegna.
Posto che alcuni interventi dei cittadini, lamentando la aggressività delle pratiche di Abbanoa hanno comprensibilmente chiamato in causa una sorta di “assenza” data dalla oggettiva difficoltà a rapportarsi all’Adiconsum (associazione dei consumatori che assiste da 2 anni sia il Comitato Abbagiusta che molti singoli utenti nella vertenza) per avere informazioni, conforto ed ulteriori azioni di tutela, il Dott. Giorgio Vargiu, responsabile di Adiconsum Sardegna, ed appositamente da noi chiamato all’Assemblea, è intervenuto a quel punto per riepilogare lo stato generale del contenzioso in atto, ed in particolare ,gli ultimi sviluppi ed aspetti tecnici e normativi circa le procedure delle conciliazioni individuali sui reclami presentati mediante Adiconsum contro Abbanoa;
In particolare, il responsabile Adiconsum, si soffermava sugli aspetti tecnico-procedurali connessi al procedimento di ingiunzione per la iscrizione a ruolo dei crediti da parte di Abbanoa e successivo pignoramento (riscossione coatta);
Tale aspetto infatti rappresenta per tutti noi consumatori ed utenti di Abbanoa una (triste) e grave novità e in tal senso era utile e richiesto ascoltare il parere compiuto ed articolato del Dott. Vargiu di Adiconsum;
principalmente per questo, era stata da noi richiesta e sollecitata la sua presenza.

Tuttavia, nella forma e nel merito, spiace ricordare quanto è accaduto sotto gli occhi dei presenti; già dall’inizio dell’intervento del Dott. Vargiu, il Sindaco mostrava chiari segni di insofferenza (e fin lì, tutto normale, ci mancherebbe…); purtroppo, quando tale insofferenza ha iniziato a manifestarsi con puntualizzazioni, interruzioni e rettifiche sovrapposte all’intervento del Dott. Vargiu, quest’ultimo, comprensibilmente innervosito, ha abbandonato il microfono sul tavolo, rinunciando a proseguire nel suo intervento ed allontanandosi dalla sala.
Venivano a mancare così, ai diversi aderenti all’Adiconsum in sala, a tutti gli utenti direttamente interessati ed anche a noi del Comitato, una serie di riferimenti, notizie, indicazioni e risposte, utili, urgenti e necessarie nell’immediato per la tutela dei diritti nelle controversie individuali con Abbanoa.
Riteniamo che, nel frangente, il nostro Sindaco avrebbe dovuto tenere un atteggiamento diverso, più rispettoso e costruttivo nei confronti del responsabile Adiconsum che, per memoria, stava andando ad illustrare (principalmente rispondendo ai suoi assistiti), il suo parere circa la natura, le modalità, gli effetti e la complessiva “gestione” del procedimento di ingiunzione attivato nei loro confronti da Abbanoa.
Non era obbligatorio per nessuno essere d’accordo con le argomentazioni del responsabile Adiconsum, ma a nostro avviso (e non solo…) sarebbe stato più utile e produttivo non interrompere e disturbare il ragionamento del Dott. Vargiu e, con la calma, i toni ed i tempi adeguati e consoni al ruolo rivestito, chiedere di reintervenire sull’argomento una volta concluso il ragionamento da parte di chi – sino a quel momento e pur chiamato in causa da più persone – non aveva avuto ancora la opportunià di rispondere.

E’ stato purtroppo un episodio negativo (ed inutile)  sia nella forma ma soprattutto nella sostanza, poiché si stava andando ad affrontare con i presenti (tutti molto interessati alle proprie pendenze individuali con Abbanoa), gli aspetti urgenti e più specifici individualmente e, per altri aspetti, in forma collettiva.

In ogni caso, l’Assemblea riteniamo sia stata molto utile per almeno 3 ragioni;

  • intanto perché con essa si è finalmente conclusa una fase durata eccessivamente (circa 8 mesi, alla fine dei quali Abbanoa è tornata al punto di partenza ed anche la nuova Amministrazione ha sperimentato l’atteggiamento dilatorio circa la questione “oneri depurazione”);
  • perché alla fine di tale confronto, abbiamo avuto conferma e certezza anche per la attuale Amm.ne Comunale sulla legittimità, la validità e la sussistenza del diritto dei Silanesi a vedersi restituire le somme indebitamente riscosse da Abbanoa a fronte della depurazione reflui non resa nel periodo Ottobre/2006-Agosto/2015 ed a contestare ad Abbanoa il pagamento dei medesimi oneri sulle fatture pregresse al mese di Agosto 2015;
  • perché consente al nostro Comitato Abbagiusta di riprendere la propria azione di coordinamento, indirizzo, informazione e mobilitazione per tutti gli interessati, avendo un quadro più chiaro e definito sul da farsi nel breve, medio e lungo termine.

A tal fine, come abbiamo anticipato in chiusura alla Assemblea di Lunedi 15 u.s. – IL COMITATO ABBAGIUSTA CONVOCHERA’ URGENTEMENTE UNA RIUNIONE OPERATIVA PER TUTTI I CITTADINI SILANESI ED IN SPECIAL MODO PER QUELLI CHE HANNO ADERITO AL COMITATO SOTTOSCRIVENDO LE RICHIESTE TRASMESSE AD ABBANOA DAL MESE DI GIUGNO 2015 INSIEME A COLORO (ad oggi circa un centinaio) CHE HANNO GIA’ COMPILATO LA PRE-ADESIONE ALLA CLASS-ACTION CONTRO ABBANOA.
Nel corso di tale Assemblea, verranno assunte dai partecipanti in maniera trasparente e democratica tutte le decisioni circa la definitiva formulazione e l’avvio mediante deposito della istanza al Tribunale di Cagliari, della Class-Action sugli oneri di depurazione e/o sul problema dell’acqua potabile.
Nella medesima Assemblea, chiederemo al Dott. Vargiu ed all’Adiconsum, di dedicare uno spazio apposito, esclusivamente alla trattazione in sede tecnica/amministrativa delle situazioni individuali per coloro che abbiano effettuato reclami di qualsiasi tipo mediante Adiconsum (o anche individualmente) ed abbiano ricevuto decreti di Ingiunzione o preavviso di slaccio;

Sarà nostra cura comunicare con il maggior anticipo possibile la data della Assemblea di cui sopra.crap09

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Se manca l’acqua potabile ma esistono le autobotti…

autobotteLa sensazione è ormai quella dell’abbandono; condivisa da una parte sempre maggiore degli utenti che, ormai, ci hanno fatto l’abitudine e la considerano una cosa “normale”;
Insomma, pare normale e scontato che in un paio di rioni del paese, per oltre un mese si possa stare tranquillamente senza acqua potabile; e che nell’intero paese, al decimo giorno di non potabilità, tutto sembri normale.
Passi che ormai sono anni che la stragrande maggioranza dei Silanesi non utilizza l’acqua del rubinetto (nemmeno quando le analisi depongono per la idoneità al consumo ed all’utilizzo per fini alimentari);

peraltro, l’uso a fini alimentari, ricomprenderebbe anche il lavaggio di piatti, stoviglie e contenitori destinati agli alimenti, il chè è tutto un dire insomma.
Fatto sta che domani lunedi 27 febbraio saranno esattamente 10 giorni che nell’intero paese manca l’acqua potabile; ed un mese esatto che l’acqua potabile manca in un’area piuttosto vasta del paese (presumibilmente tutta la parte sud dell’abitato dall’altezza del cimitero in poi).
Non sappiamo se e quando verrà ripristinata la potabilità ma una cosa è chiara ed evidente a chiunque: l’assoluta insensibilità e la mancanza di qualsiasi considerazione da parte del Gestore Abbanoa nei confronti dei suoi utenti.

Quando la mancanza dell’acqua potabile si protrae per oltre 48 ore, ci sarebbe da aspettarsi – in un qualsiasi paese civile – un minimo di attenzione, se non per tutti, almeno per le categorie deboli; anziani, persone sole, famiglie con disabili; oltrechè per le Scuole, gli esercizi pubblici tipo Bar, Panetterie, Macellerie etc. che hanno assoluta necessità di disporre di acqua potabile in grande quantità tutti i giorni.

Prima di scrivere queste righe, abbiamo atteso fiduciosi per una intera settimana di veder comparire su una o due piazze del paese una autobotte di Abbanoa piena di acqua potabile;
le stesse che non più tardi del 22 gennaio scorso, un mese fa, Abbanoa ha messo a disposizione dei cittadini di Macomer ad esempio; a 12 km di distanza, mica a Cagliari o a Milano.

A Silanus no; evidentemente, per Abbanoa, dopo 10 giorni (e più un mese per altri 300/400 cittadini) di mancanza di acqua potabile nell’intera rete, i Silanesi hanno dimostrato di essere autosufficienti.

Ok, abbiamo capito; siamo bravi.

P.S.: per gli addetti alla comunicazione di Abbanoa (che sappiamo, non si perdono una riga delle nostre esternazioni); scusate per il disturbo e lo sfogo ma ficcatevi in testa che a Silanus, non ci sono Camping, Villaggi vacanze, Hotel di lusso, condomini & affini che non vi pagano le fatture!
Insomma, se da anni vi stiamo pagando l'acqua non potabile, la depurazione mai eseguita, diverse bollette "pazze" e quant'altro…, uno straccio di autobotte piena della vostra ottima acqua potabile potete mandarla domani? Grazieeee.

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Porto Torres – Il Tribunale ammette la Class Action contro Abbanoa

La SECONDA SEZIONE CIVILE del TRIBUNALE ORDINARIO di CAGLIARI ha sentenziato a favore dell'ammissibilità dell'Azione di Classe nei confronti di Abbanoa SpA circa la qualità dell'acqua potabile distribuita nelle rete della città di Porto Torres. Sono state rigettate tutte le osservazioni prodotte da Abbanoa volte ad inibire la Class Action, mentre gli stessi giudici hanno ritenuto di accogliere le istanze dell'Associazione Civiltà e Progresso e dell'Adiconsum.

Tecnicamente le richieste dei cittadini di Porto Torres sono simili a quelle di Silanus, dove da anni riceviamo acqua di fatto non bevibile.
I giudici hanno ribadito l'ammissibilità della richiesta risarcitoria per un servizio parzialmente reso.

Porto Torres class action contro ABBANOA 10 02 2017

 

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Notizia di oggi: a Bugerru Abbanoa restituisce gli oneri di depurazione

dal sito di Abbanoa SpA :http://www.abbanoa.it/-/buggerru-in-corso-la-restituzione-dei-canoni-di-depurazione-2012-2015

Comunicato stampa del 13 gennaio 2017

BUGGERRU: ACCORDO RAGGIUNTO CON IL COMUNE;

IN CORSO LA RESTITUZIONE DEI CANONI DI DEPURAZIONE 2012-2015

Ne beneficeranno tutti i clienti del paese: 158 euro in media per ogni utenza

Una media di 158 euro a cliente come restituzione dei canoni di depurazione tra il 2012 e il 2015. In accordo con l'amministrazione comunale, Abbanoa ha inviato ai clienti di Buggerru le note di credito relative alla restituzione della quota tariffaria non dovuta in caso di impianto di depurazione inattivo. Il periodo interessato va dall'anno in cui i tecnici di Abbanoa sono stati impossibilitati a garantire la depurazione fognaria ( nel 2012 il crollo di un costone della scogliera aveva reso inaccessibile l'impianto di trattamento) all'anno (il 2015) in cui Abbanoa aveva eliminato la voce della depurazione dalle bollette richieste ai clienti di Buggerru.

Accordo raggiunto. Con la precedente amministrazione comunale, guidata dall'ex sindaco Silvano Farris, era iniziato il dialogo per la restituzione dei canoni precedenti al 2015. Operazione che ora si è concretizzata con l'attuale amministrazione. Grande soddisfazione da parte del sindaco Laura Cappelli: "Abbiamo ottenuto un risultato storico a vantaggio di tutti i cittadini di Buggerru: non possiamo che essere soddisfatti".

Gli importi. Grazie alle modifiche dei sistemi informatici, Abbanoa ha potuto rivedere tutti gli importi. Come fortemente voluto dal Comune a beneficiarne saranno tutti gli 881 clienti di Buggerru, che in media riceveranno una nota di credito di 158 euro, e non soltanto chi aveva in corso contenziosi legali che di fatto sono ormai superati. L'importo rettificato comprende non solo lo storno della quota della depurazione per i consumi dal 2012 al 2015, ma anche gli interessi, un terzo della quota fissa e altre voci secondarie come previsto dalle normative vigenti.

Modalità di restituzione. Le modalità di restituzione dell'importo sono differenti in base alle situazioni in cui si trovano i clienti. Chi aveva già pagato le fatture si vedrà riconosciuto un credito che sarà sottratto nelle prossime bollette. Nel caso di utenze chiuse che non riceveranno altre fatture, i clienti potranno richiedere la restituzione diretta dell'importo, comunicando ad Abbanoa le modalità e i dati per l'accredito (conto corrente bancario o altro). Chi, invece, non avesse pagato le vecchie bollette si vedrà rettificati gli importi nel proprio estratto, fermo restando l'obbligo di pagare quanto dovuto. Le note di credito sono state già inviate ai clienti con i dettagli di ogni singola posizione.

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“Abbanoa è un caso da manuale”; e il Prof. Paolo Savona ci spiega perchè

Non possiamo non riprendere integralmente dal blog www.anthonymuroni.it  questo lucido e circostanziato articolo del Prof. Paolo Savona (che ci attendiamo di veder rapidamente iscritto anch'esso fra i "professionisti del contenzioso…), circa la natura, il ruolo ed il profilo che ha ormai assunto in maniera evidente e pubblica il gestore del Servizio Idrico Integrato Abbanoa SpA.

Grazie al Blog di Anthony Murony che ha pubbliocato l'intervento del Prof. Savona e grazie al Prof. Savona soprattutto perchè, con molta chiarezza e semplicità, denuncia e spiega ciò che come Comitato AbbaGiusta diciamo da anni, da semplici e liberi cittadini che hanno "intrapreso una battaglia civile contro gli abusi del monopolio pubblico" come egli stesso scrive.

http://www.anthonymuroni.it/2017/01/13/abbanoa-larroganza-del-monopolista-pubblico-paolo-savona/

Savona

Abbanoa e l’arroganza del monopolista pubblico (di Paolo Savona)

L’arroganza del monopolista pubblico è peggiore di quella del monopolista privato, tema ben noto nella letteratura economica. In linea di principio il monopolio è uno status delle imprese che, per evitare che abusino della loro condizione, deve essere controllato dalle autorità, meglio ancora se abolito.

Il monopolio privato è sottoposto a controlli pubblici molto invasivi, mentre quello pubblico molto meno, perché si pone in simbiosi con la politica invece di servire la collettività. La fine delle partecipazioni statali, che avevano contribuito allo sviluppo del Paese, ha avuto questa origine.

Una delle manifestazioni più odiose del monopolista è il rifiuto di rendere conto ai clienti delle loro pretese. Abbanoa e’ un caso da manuale. I casi che la riguardano sono numerosi, ma esse hanno sempre alla base il rifiuto di chiarire l’origine delle loro richieste esose per celare i disguidi che denotano lo stato di confusione amministrativa in cui versa l’ente regionale.

Nonostante ciò ricorre a atti legali, ingaggiando con l’utente una disputa nella quale l’Ente pubblico impiega tempo e denaro senza limiti, cosa che il privato non può fare, violando i principi fondamentali di un’equa giustizia. Poiché casi come questi si moltiplicano e la politica non interviene, resta inspiegabile perché la Magistratura, così solerte in molti casi, non abbia ancora aperto un’indagine.

La Giunta regionale fa finta di ignorare l’esistenza del problema.

Ho qui di fronte una richiesta di 733 euro di interessi di mora per presunti ritardi nel pagamento di fatture per erogazione dell’acqua, articolati in 38 piccole e grandi voci da 0,37 a 43,27 euro, alcune riguardanti la stessa cartella. La richiesta non è accompagnata da calcoli che consentano all’utente di conoscere I termini della presunta violazione per fatture inoltrate via posta senza timbro di partenza sulla busta. Se si sollecita un chiarimento, anche più volte, all’indirizzo indicato sulla stessa fattura,

Abbanoa non dà risposta. Accadrà come in passato che i pagamenti andranno oltre i termini di scadenza, per poi ricevere un suggerimento di inoltrare ricorso formale, eseguito il quale si ottiene la risposta che esso è stato presentato oltre i termini e per questi motivi respinto; sulla sostanza silenzio assoluto. Si generano così altri interessi di mora.

Un bel circolo vizioso kafkiano. Ho un lungo elenco di queste vicende sconclusionate sorrette da una documentazione formale. Spero che un giudice intervenga per ingiungere ad Abbanoa di presentare un rendiconto chiaro delle sue prestazioni, non solo per la vicenda indicata.

È giunto il momento di intraprendere una battaglia civile contro gli abusi del monopolio pubblico per coprire i malfunzionamenti di gestione, spostando il peso della verifica e della sanzione, ma non del controllo preventivo che dovrebbe essere fatto dalla Regione, sulla Magistratura; questa è già gravata da numerosi impegni, ma l’intervento richiesto è necessario se il cittadino non trova protezione dagli abusi delle imprese pubbliche, la politica latitante.

Ciò deve avvenire prima che il problema si ingigantisca e si trasferisca in forma di mera protesta sugli equilibri politici, già precari per numerosi e ben più importanti ragioni.
Un aspetto di questa indagine da accertare è il modo in cui Abbanoa distribuisce i contenziosi da essa stessa creati tra avvocati scelti dai suoi vertici o suggeriti dai politici di turno, creando un blocco di interessi che genera e perpetua il disservizio indicato: tanto più cresce il malcontento, tanto meglio è, perché si distribuiscono maggiori incarichi remunerativi.

Proprio su questa ripartizione di incarichi sono cadute le partecipazioni statali, nonostante fossero utilissime per lo sviluppo. Per l’acciaieria di Taranto, il proprietario subentrato, la famiglia Riva, si vantò di essere tornato in bonus in sei soli mesi, dopo decenni di passivi stratosferici, solo disdicendo i contratti per servizi richiesti. Invece le società municipalizzate e regionali prosperano ancora alla grande, vessando i cittadini. Abbanoa è una di queste.

Questo circolo infernale deve essere rotto, ma i cittadini per primi devono capire che non possono combattere con i loro pochi mezzi finanziari contro quelli, in teoria illimitati, degli enti pubblici. Le associazioni di tutela dei consumatori svolgono un ruolo puramente formale, dove la scadenza dei termini di pagamento o di ricorso ha peso dominante rispetto alle vere motivazioni (testimonianza a disposizione).

O la Magistratura colma il vuoto di controllo oppure i cittadini devono percorrere le vie democratiche, promuovendo una legge che scacci i mercanti dal tempio.

Lo chiedano ai partiti all’atto delle elezioni.

I comportamenti di Abbanoa sono indicatori rilevanti delle relazioni che si sono interrotte tra la politica e il popolo, un tema di grande attualità.

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La Nuova Sardegna del 20.10.2016

nuovasardegna


Abba-giusta va all’attacco di Abbanoa

SILANUS. Stanchi di attendere che Abbanoa rimborsasse loro gli importi per agli oneri di depurazione, i componenti del Comitato Abba-giusta Silanus, tramite il portavoce Salvatore Tedde, hanno scritto al sindaco e ai componenti della giunta chiedendo di affrontare il problema e di attivarsi con il gestore unico per porre fine alla questione. Il comitato lamenta una serie di problematiche relative all’erogazione del servizio idrico nel paese. «A partire da quello più sentito – scrive Tedde –, e precisamente, il persistere della pretesa e dell’addebito non dovuto (illegittimamente riscosso da Abbanoa per ben 8 anni) degli oneri di depurazione per un servizio mai effettivamente prestato. Superfluo ricordare qui – prosegue la nota – come il depuratore risulti esser stato totalmente inattivo e fuori uso (certamente sino alla seconda metà del mese di agosto 2015) dall’atto del passaggio di consegne dal Comune ad Abbanoa Spa (come ampiamente dimostrato sia dal verbale di acquisizione da parte della stessa Abbanoa, che dalla puntuale documentazione ufficiale acquisita presso la Provincia di Nuoro)». Sulla questione, stando a quando evidenziato dal comitato, lo scorso 27 luglio c’era stata un’assemblea, nella quale era stato deciso di depositare un’istanza di Classe presso il Tribunale competente. «L’impegno pubblicamente assunto per portare in discussione l’intera vertenza nel Consiglio Comunale subito dopo la pausa estiva – scrive Tedde – ci ha indotti a congelare il deposito dell’istanza presso il Tribunale, confidando in una soluzione negoziale». Soluzione che però non c’è stata, motivo per cui, il comitato, chiede al comune un intervento con Abbanoa che ponga fine alla querelle, magari chiedendo al gestore unico di adottare per Silanus lo stesso criterio adottato per Borore. (pi.maro.)

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